Legge 10/91 Dlgs 311 del 29.12.2006

In Italia sono presenti da almeno 20 anni leggi sul risparmio energetico degli edifici. In particolare la legge a cui ancora oggi si fa riferimento (dopo una serie di modifiche e decreti attuativi), è la Legge 10/91, che ha lo scopo di definire un piano energetico nazionale sul risparmio energetico e sullo sviluppo delle fonti rinnovabili.

I decreti che si sono succeduti negli anni hanno fissato via via obblighi e limiti sempre più restrittivi relativamente alla costruzione di nuovi edifici, alla ristrutturazione degli edifici esistenti e degli impianti in essi installati. Attualmente la legge di riferimento nazionale è il Dlgs 192/05, modificato e integrato da Dlgs 311/06 e DPR 59/09. A livello regionale (Emilia Romagna) vale invece la DAL 156/08. Tali leggi si adattano via via a quelle che sono le direttive europee in materia di risparmio energetico e di Certificazione Energetica degli edifici.

Attualmente gli obblighi da rispettare per qualsiasi intervento su edifici o impianti sono definiti a seconda del tipo di intervento e della destinazione d’uso, mediante una serie di “requisiti”, ossia esigenze da soddisfare, (quali: riduzione dei consumi per climatizzazione invernale, estiva, produzione di acqua sanitaria, gestione degli impianti, utilizzo di fonti rinnovabili, ecc) e da “livelli di prestazione”, ossia verifiche relative a prestazioni energetiche, trasmittanze dell’involucro, rendimenti degli impianti, ecc, al fine di garantire il raggiungimento di tali requisiti.

In particolare sono previste diverse modalità di applicazione a seconda che si tratti di nuove costruzioni, ampliamenti o ristrutturazioni di edifici esistenti, nuovi impianti termici o ristrutturazione di impianti esistenti. Ad esempio, nel caso di nuove costruzioni si dovranno rispettare dei valori limite sugli Indici di Prestazione Energetica (Ep) i quali rappresentano un fabbisogno annuo per unità di superficie o volume di un edificio nel suo complesso. Mentre per interventi sull’involucro di edifici esistenti si dovranno rispettare valori limite di Trasmittanza delle singole strutture oggetto di intervento, o ancora, nel caso di nuovi impianti, essi dovranno avere un rendimento globale maggiore di un certo valore limite.

Particolare risalto viene fissato sull’obbligo di utilizzo di fonti rinnovabili, per il momento limitatamente alla produzione di acqua calda sanitaria (es. pannelli solari termici) o elettrica (es. fotovoltaico), ma in attuazione al nuovo DM 28/2011 sulle energie rinnovabili, è previsto un graduale aumento della copertura da fonti rinnovabili anche relativamente ai consumi di riscaldamento invernale e raffrescamento estivo, fino ad arrivare a una copertura complessiva nel 2015 di oltre il 50% su tutti i consumi energetici.

La rispondenza agli obblighi previsti nei vari interventi viene garantita da una relazione tecnica redatta da un tecnico abilitato (Relazione di cui all’art.28 della Legge 10/91) in cui viene descritto l’edificio e gli impianti in esso installati, e le verifiche da rispettare contestualmente al tipo di intervento. Questa relazione, completa dei relativi progetti degli impianti termici, deve essere depositata in Comune prima dell’inizio dei lavori ed è un documento obbligatorio da allegare alla DIA o al Permesso di Costruire. Il rispetto dei requisiti verrà poi asseverato dal direttore dei lavori in sede di chiusura degli stessi, che si assumerà quindi la responsabilità di quanto realizzato.

Testo Legge 9 gennaio 1991, n. 10